La parola AMORE...

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Spesso accade che noi si pensi di essere giunti al traguardo delle conoscenza.
Guardiamo, tocchiamo, udiamo, percepiamo, gustiamo ogni aspetto del vissuto convinti delle nostre conquiste.


Il mondo è maya, è tutto apparenza, non ha sostanza.

Non abbiamo percezione del presente perchè noi viviamo il passato e il futuro senza soluzione di continuità e non ci rendiamo conto del presente.

La trappola del tempo modifica le nostre capacità e i nostri raggiungimenti. Se è vero che il passato perde la sua consistenza perchè non è ripetibile nel presente, dobbiamo al contempo riconoscere che il passato produce la trama del nostro presente.


Quando un bimbo nasce, non ci facciamo meraviglia che non parli. E quando inizierà a balbettare, nessuno si meraviglierà del significato del balbettio. Quando parlerà, nessuno si meraviglierà delle sue parole...

E' della parola che vorrei parlare. Di questo insieme di suoni che ripetiamo senza mai domandarci cosa significano. Pensiamo che nella notte dei tempi, quando l'animale uomo cominciò a prendere delle sembianze diverse dall'animale, anche i suoni che emetteva non costituivano ancora delle parole.
Poi i suoni si unirono perchè le esigenze espressive trovavano altre modalità. I suoni emessi si raggrupparono modulandosi al fine di esprimere una esigenza. Noi abbiamo dimenticato questo percorso e orgogliosamente ripetiamo parole di cui in verità non abbiamo coscienza del loro significato.

C'è una parola che ha sempre suscitato in me curiosità mista a riluttanza: AMORE.

Questa parola ricorre con una frequenza inaudita nel nostro dialogare. A sentir parlare, tutti amano tutto, per poi puntualizzare l'amore per il figlio, la figlia, la madre, il padre, il marito, la moglie, l'amante.... Chi va in chiesa parla dell'amore di Dio. Ed io sono confusa e rifiuto il termine amore. Poi mi sorge un sospetto: e se non avessimo capito il significato di questo termine generalmente utilizzato a sproposito?

Ho scoperto che abbiamo traccia degli antichi suoni attraverso le lettere dell'alfabeto. In un'ottica sonora, gli alfabeti hanno punti in comune. La sonorità della lettera ha preso forme scritte diverse ma le vibrazioni mantengono il ritmo originale. Sono particolarmente interessata all'alfabeto ebraico e studiando le lettere che lo compongono ho utilizzato l'abbinamento con le lettere latine che studi approfonditi hanno elaborato nel tempo. La mia ricerca iniziò per dare un significato alla parola amore e questo ne è l'esito.

La lettera 'A' corrisponde alla prima lettera dell'alfabeto ebraico;

la 'M' alla tredicesima lettera;

la 'O' alla quindicesima lettera;

la 'R' alla ventesima lettera;

la ‘E' alla quinta lettera.

Pertanto, la lettera A significa trasformare, creare, unire.

La lettera M significa generare, nutrire.

La lettera O significa comunicare, sorgere.

La lettera R significa progredire, perfezionare.

La lettera E significa espressione di sè, pensiero, parola, azione.

Su questi elementi fin troppo sintetici, compongo la mia deduzione:

AMORE ovvero, creare e generare una comunicazione per progredire nel pensiero, nella parola, nella azione.

Vorrei aggiungere che troppo spesso si dà un valore lineare al nostro pensiero.

La linea è una costruzione dell'uomo per orientarsi nell'infinito: tutto ciò che viviamo è tridimensionale e pertanto la decodificazione del termine amore, come ogni altro termine, deve essere compresa in una visione tridimensionale.

 

a cura di Lucia Tommasini Giannandrea

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