L'alimento: modello archetipo del nutrimento fisico e spirituale. Un approccio quantico e meditativo

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Rave Meditation evoca immagini vicine e lontane, materia ed energia, scienza e conoscenza. Mi soffermo su questo ultimo punto, scienza e conoscenza, per cercare una collocazione del nostro pensiero.

Con scienza si intende un sistema di conoscenze ottenute attraverso una ricerca organizzata. Con conoscenza si intende un processo le cui modalità non sono costanti ma piuttosto adattate a concezioni di diversa natura.

Giunge a nostro aiuto la tesi del filosofo tedesco Ernst Cassirer, che più si avvicina alla concezione della conoscenza Vedica e Ayurvedica. Cassirer ci dice che la conoscenza è un processo che consente il passaggio dall'immediata sensazione data da una percezione ad un livello mentale in continuo cambiamento. E' a questo livello che si determina una configurazione dell'esperienza che si modifica in funzione di vari elementi che definiscono la conoscenza che potrebbe condurci alla gnosi, forma di conoscenza superiore definita di origine divina. Per quanto questa definizione sia apprezzabile, non possiamo intenderla sicura e certa.

W.K. Heisenberg ci dice che quello che noi osserviamo non è la natura in se stessa, ma la natura esposta al nostro modo di interrogarla. La fisica quantistica, di cui Heisenberg è un fondatore, ci dice che come accade negli esperimenti alchemici, l'osservazione umana non è necessaria solo per riconoscere le proprietà di un oggetto, ma è necessaria per determinare le proprietà dell'oggetto.

Siamo di fronte al bivio del certo e dell'incerto e l'individuo della nostra epoca ha ovviamente scelto il CERTO, la scienza.

Parliamo di alimento, quale modello archetipo del nutrimento fisico e spirituale. Nel riconoscere le proprietà di un alimento, noi diamo al contempo all'alimento le proprietà determinate dalle nostre emozioni.

Nella Genesi, Dio dice: Ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero in cui è il frutto che produce seme: essi saranno il vostro cibo. Vorrei ricordare la Eucarestia del rito cristiano. La discesa del Divino nell'ostia, pane di forma rotonda...Si presentano vari simboli, dalla sostanza alla forma, per indicare il nutrimento dello spirito e del corpo.

L'energia, lo spirito sono definitivamente degli elementi non tangibili e l'individuo della nostra epoca ha bisogno di certezze che gli permettano di delineare il suo potere. Anche il più povero degli esseri può determinare lo stato del suo corpo. Allora l'oggetto del nostro potere è diventato il corpo che nel momento in cui esprime malessere o invia messaggi di disagio, chiamati malattia, sopraggiunge la scienza che ha trovato l'antidoto e nasconde il malessere.

Questo stato di malessere si esprime nel cibo in modo immediato e a tutte le età. Al bambino che rifiuta il latte del seno materno, diamo il latte del biberon.

Al bambino che rifiuta certi cibi, di norma gli vengono imposti senza che alcuno cerchi il perché del rifiuto.

Gli antichi selezionavano le qualità del cibo con gli occhi, oggi si scelgono per il contenuto vitaminico, proteico, minerale... Si formulano diete per il sovrappeso con scarsa ricerca sulle cause comportamentali, emotive e ambientali che hanno generato il sovrappeso.

Il nostro stato di benessere o malessere è generato dalle nostre emozioni che poi la mente elaborerà a suo piacimento. Vorrei ricordare che l'Ayurveda definisce la mente quale sesto organo di senso, la cui peculiarità è rappresentata dal fatto che si comporta come un organo di senso in relazione ai cinque sensi, ma dispone di una ulteriore capacità, che è quella di generare l'oggetto dei sensi.

E' una evidenza inconfutabile che in questi nostri giorni si sta palesando un fenomeno che iniziò già nello scorso secolo.

Il cibo è stato chimicamente manipolato e il DNA può essere modificato.

Al contempo continuiamo a crescere e a moltiplicarci, qualcuno sta bene qualcuno sta male...

Lo studio della costituzione umana ha dato indicazioni interessanti e dimostrabili. Ma una volta che abbiamo clinicamente e scientificamente dimostrato che un individuo ha delle importanti caratteristiche vatiche o rajiasiche, cosa facciamo? Gli diamo gli alimenti che contrastano vata, l'aria, l'energia fisica del movimento o raja guna, l'energia psichica capace di determinare, di trasformare.

Per trovare un equilibrio occorre pensare a quella che, per intenderci, chiamiamo mente. Dobbiamo avere la capacità di individuare gli stimoli che attivano la mente, e qui stiamo parlando delle emozioni, e come dice Cassirer, entrare in comunicazione con la sensazione-emozione data da una percezione. Dobbiamo capire il perché della nostra scelta degli alimenti, il perché delle nostre modalità e tempi di assunzione di detti alimenti. Tutto è determinato da un bisogno a sua volta espressione delle nostre emozioni.

Mi è occorso anni fà, di dedicarmi ad una scelta alimentare per dei lavoratori turnisti che non riuscivano a digerire con conseguenze di sovrappeso o sottopeso. Facemmo scelte a volte anche opportuniste riguardo la qualità degli alimenti, senza possibilità di modificare i tempi di assunzione ma certamente modificando le modalità comportamentali mentali ed emotive, con inaspettato successo!

Abbiamo detto che gli antichi sceglievano con gli occhi. Noi facciamo la stessa cosa: il già cotto o anche il crudo viene pubblicizzato con immagini cosi attraenti che generano difficoltà a rifiutarli quando li incontriamo al supermercato!... Spesso la giustificazione della scelta è che andiamo di fretta e il ricordo della immagine pubblicitaria ci porta alla scelta.

Gli alimenti sono quelli che ci offre il mercato anche se operiamo una scelta in base alla presenza di vitamine, proteine, minerali. Dovrebbe essere nostra intera responsabilità la modalità di assunzione. Ma ci si schernisce ancora: devo tornare in ufficio, devo prendere il bimbo a scuola, devo fare mille cose...

Nessuno o pochi pensano al piacere di gustare, apprezzare il proprio nutrimento. Questo atteggiamento non richiede tempo, richiede consapevolezza. Abbiamo dimenticato il costume di vita dei nostri nonni che, poverini erano ignoranti.... Abbiamo rimosso dalla nostra mente la loro esortazione a fare una breve preghiera (contemplazione) prima di mettere in bocca il cibo. E ancor prima di mettere in bocca il cibo, assumere mezzo bicchiere d'acqua per preparare lo stomaco....e poi, iniziata la masticazione, trattenere in bocca il cibo per assaporarlo....(eventualmente ricordare esperienza americana ...).

L'atteggiamento mentale difronte al cibo è l'essenza del nutrimento. Noi scegliamo i cibi che mangiamo o facciamo mangiare a chi ci è accanto noncuranti o ignari del perché li scegliamo e delle reazioni emotive che suscitano.

Un antico adagio dice che 'noi siamo ciò che mangiamo', e ancora 'fammi vedere come mangi e ti dirò chi sei'....

L'effetto della scelta dei tempi di assunzione del cibo può rivestire una importanza limitata rispetto alla reazione causata dall'atteggiamento mentale ed emotivo. Non è questa la sede per indicare l'aspetto simbolico di ogni alimento ma piuttosto vorrei attirare la vostra attenzione sull'atteggiamento mentale che può trasformare un nettare in veleno e un veleno in nettare.

Come giungere a questa capacità?

L'oriente ha avuta la coscienza di codificare tanti umani atteggiamenti che l'occidente ha puntualmente dissacrato allontanandosi dalla semplicità del pensiero orientale. Un elemento catalizzatore dello studio del comportamento umano è stato per l'oriente la respirazione. SWARA, così viene chiamata la conoscenza della respirazione.

Il respiro, il primo e l'ultimo, racchiudono tutta la storia della nostra vita.

La respirazione è un evento quanto mai ovvio. Ci accompagna tutta la vita, direi che è una espressione di vita...racchiude il senso della vita. Inspirare, espirare. La inspirazione più breve rispetto alla espirazione. I tempi di pausa.... Tutto questo meccanismo avviene in modo spontaneo, non troviamo una valida ragione per soffermarci su di esso. Come conseguenza, non comprendiamo quando la nostra respirazione è corretta per l'ovvia ragione che respiriamo.

Ebbene prendere coscienza del respiro, il primo alimento della vita, significa entrare nella consapevolezza del nostro esistere.

Nella scelta di una sana alimentazione, esorto ad applicare un pensiero di Albert Einstein:

La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale un fedele servo.

Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.

 

Lucia Tommasini Giannandrea

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