La naturopatia, qualcosa del passato e del presente

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Naturopatia è un termine che non troviamo nel dizionario enciclopedico italiano Treccani. E' una parola composta, il cui significato è a tutt'oggi oggetto di interpretazioni diverse e a volte contraddittorie.

Mi sembra pertanto necessario risalire al significato etimologico di questa parola.

Natura, ci dice la Treccani, ha molti significati. Si parla di regole, condizioni e modo di essere originario, intrinseco e stabile, riguardante una collettività qualunque essa sia. In riferimento al singolo individuo, riguarda la sua indole, carattere, disposizione o istinto naturale.

Patia, secondo elemento di parole composte derivate dal greco, modifica il senso del termine con valore emotivo, affettivo in senso positivo o negativo, e di sofferenza. In medicina, si lega a termini riferiti a organi, sistemi o funzioni, evidenziando un meccanismo patogenico (cardiopatia, allergopatia etc.). Oppure designa un metodo di cura, come omeopatia, allopatia.

Il paradosso di questo suffisso nel campo medico, è che a volte esalta la sofferenza e altrimenti le metodiche per alleviare questa sofferenza. Con la Naturopatia si pone in risalto la natura, ordine originario e intrinseco, e patia, che esalta il mantenimento di questo originario e intrinseco.

La Naturopatia ha un'origine molto articolata. Nel 600/700 si formano due scuole: quella degli iatrochimici e l'altra degli iatromeccanici con il tentativo di mettere la medicina sotto l'egidia delle scienze esatte. La scienza naturale e la medicina si fondono e nasce la medicina sperimentale.

Nel 700 si profila un nuovo orientamento sistemico della medicina e con Kant, in Germania, si comincia a sentire l'influsso della filosofia sulla medicina.

E' interessante riportare il pensiero di due grandi medici dell'epoca. Friedric Hoffman afferma che la nostra conoscenza è limitata essendo fondata sui sensi e la malattia è il tentativo dell'anima per ristabilire l'ordine della vita nel modo più rapido e sicuro. E, Georg Ernest Stahl parla dell'anima come principio supremo della vita.

Sono tempi di sperimentazione, come lo è il nostro tempo, e tra errori e insuccessi, si profilano teorie tra cui quella di Samuel Hahnemann che sulla base della "similitudine" sviluppa la disciplina omeopatica.  Nell XIX secolo in Europa e soprattutto in Germania, prende forma la Naturopatia intesa come una disciplina organica esercitata in forma professionale.
Jean Jacque Rousseau con il suo pensiero, pone le basi filosofiche della Naturopatia:

"vita semplice, tranquilla, a contatto con la natura".

Modalità di vita oggi inattuabile se non nel principio essenziale.

Giungiamo alla fine del XIX secolo quando, sempre in Germania, Shoenenberger (1865 - 1933), professore e rettore dell'Istituto universitario di Idroterapia, ribattezza il suo Istituto chiamandolo: Clinica Universitaria per la vita e la cura naturale, portando la pratica naturopatica all'interno dell'attività ospedaliera.

Il vero pioniere dei metodi salutistici naturopatici è il tedesco Benedict Lust. Fu allievo di Padre Sebastian Kneipp e nel 1892 da questi ebbe il compito di divulgare i metodi naturistici negli Stati Uniti d'America. Compito che assolse con competenza e dedizione.

Con l'avvento delle penicilline, degli antibiotici e di farmaci 'eroici' come i corticosteroidi, dal 1930 fino ai postumi della seconda guerra mondiale, la Naturopatia, insieme ad altri approcci medicali, vivono un evidente declino. Dopo la morte di Lust in America nacquero conflitti fra le varie scuole di medicina naturale. Si entra in un oscurantismo naturopatico perché basso è il livello d'istruzione in questa disciplina e il sostegno politico è dato alla medicina sperimentale e tecnologica. Malgrado ciò, nel 1956, a Portland nell'Oregon, in America, è fondato il National College of Naturopatic Medicine. Nel Regno Unito, la Naturopatia trova una nuova vita abbinata alla medicina osteopatica.

In Germania nel 1945, dopo la seconda guerra mondiale, le esistenti scuole e associazioni di Heilpraktiker si riorganizzano - vige in Germania dal 1873 la libertà curativa - sia a livello sindacale che accademico per la pratica della medicina naturopatica. Le varie scuole hanno dei programmi di studio con materie fondamentali quali: anatomia, fisiologia, fisiopatologia, semeiotica, farmacologia, igiene. Queste materie elencate in sintesi, oggi vanno aprendosi ai concetti delle medicine orientali e della medicina quantistica.

Nei paesi dell'area mediterranea, dove la medicina naturopatica non ha avuto sviluppo, si è dato spazio alle medicine popolari che attingono a metodiche naturali. Anche la fitoterapia come la omeopatia erano riservate al medico che desiderava curare con metodi naturali.

Il nascere dell'Unione Europea, ha cambiato molte cose. Anche in Italia sono nate molte scuole che studiano tecniche e metodiche oggi definite complementari o alternative per la prevenzione della malattia e la cura della persona.

Nel quadro dei paesi europei, possiamo osservare che la formazione e la pratica delle medicine non convenzionali, non prevede una regolamentazione per la Naturopatia ad eccezione della Germania, dove fin dal 1939 esiste una legge riguardante gli Heilpraktiker, che presenta delle restrizioni riguardanti specifici aspetti della medicina quali: atti chirurgici, cura di malattie veneree, patologie epidemiche e contagiose, praticare cure dentistiche, operare l'anestesia e somministrare farmaci specifici, ed è permessa la prescrizione di ricette e la compilazione di certificati.

Nel Regno Unito, i naturopati possono esercitare la loro attività secondo il Diritto di Consuetudine e questo si applica in tutti i paesi anglosassoni. La formazione in Naturopatia avviene negli Istituti privati. Negli Stati Uniti d'America, così come nei paesi anglosassoni, i naturopati sono qualificati Dottori in Naturopatia. La formazione avviene in strutture didattiche chiamate college, con studi quadriennali e la loro base è di natura scientifica improntata in parte ai concetti allopatici.

Oggi in Europa si profila una scissione del concetto di Naturopatia. Il primo si definisce Naturopata tradizionale e l'altro Dottore Naturopata. IL Dottore Naturopata non è laureato in medicina e chirurgia, ma dopo un corso di studi adeguato, otterrà una licenza o registrazione (come nei paesi anglosassoni e USA), che gli permette di curare malattie e disturbi cronici o opportunisti, disordini psicosomatici, utilizzando più di uno strumento terapeutico. In modo sintetico, questi possono essere gli approcci terapeutici: fitoterapia, iridologia, manipolazioni corporee, MTC, ayurveda, alimentazione naturale, kinesiologia, medicine popolari, floriterapia, aromaterapia, terapie bioenergetiche ed altro.

Nel 2010 l'OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha stilato un documento dal titolo: "Benchmarks for Training in Naturopathy, in Traditional/complementary and alternative medicine", dando le linee guida per la formazione del Naturopata.

Indica inoltre, la finalità della Naturopatia:

La prevenzione, il trattamento e la promozione della salute
attraverso metodi multidisciplinari,
per incoraggiare il ritrovamento della salute ottimale.

Le basi che strutturano il concetto di Naturopatia, possono essere così riassunte:

    • Sostenere la capacità di autoguarigione dell'organismo;
    • Identificare la causa del disagio o della malattia;
    • Curare la persona e non la malattia;
    • Insegnare un corretto stile di vita;
    • Insegnare a prevenire la malattia;
    • E, fondamentale, primum nihil nocere.

 Lucia Tommasini

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