Corpo, Mente e Spirito: dove si origina la cronicità? Parte II

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La salute è una espressione di armonia fisica, ambientale, sociale e la malattia per paradosso introduce un processo evolutivo che eleva il livello di coscienza individuale e a volte, collettivo.

La malattia è un fenomeno che esprime stati estremi della psiche. Per rimuovere la malattia occorrono molti strumenti. Gli organi, le funzioni sono il mezzo di comunicazione del disagio della psiche.

I nostri predecessori dell’età della pietra, disponevano di un equilibrio psicofisico basato sugli stimoli della sopravvivenza. I nostri stimoli oggi sono quelli generati dai bisogni e dalla ricerca del potere.

La malattia non trova una sua collocazione se non in senso negativo nella società attuale. La scienza si impegna a cancellarne i segni o i sintomi, si dichiara la guarigione e successivamente si presenta la cronicità.

Mantenendo l’approccio che oggi contraddistingue le nostre conoscenze che chiamiamo scientifiche, abbiamo la capacità di correggere le debolezze o l’errata funzione dell’organo o del tessuto con un elemento sostitutivo di origine esogena, e a volte anche endogena. La cura con le sostanze naturali dovrebbe essere infallibile, senza effetti collaterali, si pensa!

Malgrado gli esiti eventualmente positivi ottenuti con l’approccio naturopatico, in un secondo tempo si potrà presentare una cronicità con aspetti vari e forse complessi che perdureranno fino a quando non troveremo la forza di comprendere il messaggio espresso dalla malattia.

Perché si entra nella cronicità? Nella generalità dei casi si guarda al fenomeno malattia valutando l’aspetto chimico, biologico, meccanico. Il processo funzionale è trascurato perché diventa un fenomeno conseguente  alla biochimica dell’organo o tessuto.

La funzione dell’organo è il punto di attrazione delle emozioni ed elemento percettivo delle condizioni ambientali. La funzione dello stomaco può essere modificata da una emozione costrittiva che di conseguenza modificherà lo stato biochimico del tessuto gastrico.

Come la nostra mente generando un pensiero può generare una realtà, come dice la fisica quantistica, una emozione non metabolizzata può generare l’alterazione di una funzione organica cui simbolicamente corrisponde.

Tutte le culture delle epoche che ci hanno preceduto, hanno studiato le reazioni del  corpo. La malattia è un fenomeno che gli antichi non seppero spiegare se non addossando la causa a forze malevole e alla incapacità di controllo delle stesse da parte dell’individuo. Successivamente abbiamo capito che le forze malevole erano sfaccettature della psiche e abbiamo scoperto che l’origine della malattia aveva carattere psicosomatico.

La cabbala, l’ayurveda, il guyshi, la medicina classica cinese davano grande importanza alla mente quale elemento di congiunzione tra corpo e spirito.

La mente, il sesto organo di senso….

La  mente in ayurveda è definita sesto organo di senso perché come tale si comporta, con una differenza rispetto ai cinque organi di senso: non è un organo ma un aggregato delle emozioni non metabolizzate che a loro volta generano un elemento cognitivo indipendente e autonomo nella espressione. Le emozioni non metabolizzate sono all’origine della malattia e della successiva cronicizzazione. 

Per aprire un varco in questo compatto fenomeno che non vede sostanze atte a dissiparlo, grande aiuto è dato dallo studio della costituzione umana.

Nelle tradizioni orientali, le caratteristiche peculiari ad un individuo sia dal punto di vista strutturale che funzionale, comportamentale e perfino stellare, danno i connotati della costituzione individuale in cui vivono e si esprimono energie  immediatamente collegabili alla natura. Parliamo del Micro del Macrocosmo.

Parliamo di Vata, Pitta e Kapha, di Sattwa, Rajas e Tamas.

In realtà parliamo del movimento ovvero aria, vata; della trasformazione ovvero fuoco, pitta; della stasi ovvero acqua, kapha.

Parliamo di equilibrio psicologico, sattwa;

di volontà di supremazia, rajas;

di accettazione passiva, tamas.

Questo quadro generale ci conduce poi agli organi e alle funzioni del corpo.

Il tramite emotivo è individuabile sia nella costituzione fisica che psichica e nei confronti di questa ultima, si deve lavorare in parallelo all’aiuto organico, funzionale e tissutale.

Le emozioni, anche quelle che chiamiamo genetiche, danno forma all’individuo.

Si dice che gli animali hanno modificato le loro caratteristiche fisiche in relazione ai cambiamenti indotti dall’ambiente e dai bisogni indotti dalla sopravvivenza.

E questi bisogni che negli animali hanno modificato le strutture corporee, nell’uomo il vivere i bisogni, non potrebbe aver indotto la malattia?

Friedric Hoffman, nel 700 in Germania, afferma:

"….la malattia è un tentativo dell’anima per ristabilire l’ordine della vita…".

La cura dello stato cronico ci pone di fronte ad alcuni quesiti: da cosa deriva questo stato, dal livello fisico o mentale? Soma e psiche sono indivisibili, la dipendenza è palese benché spesso la psiche sfugga ad ogni controllo.

La soppressione del sintomo produce il grido dell’anima, come dice Hofmann.

Lucia Tommasini

Conferenza tenuta presso: ICNM 3rd International Congress on Naturopathic Medicine. Barcelona, Spain, July 1-3  2016.

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