Corpo, Mente e Spirito: dove si origina la cronicità? Parte III

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E’ interessante ricordare il significato di medicina nella cultura degli Indiani d’America.
Con medicina non si intendeva guarigione del corpo dalla malattia bensì il potere guaritore che si acquisisce dalla conoscenza dei segreti dell’universo.

Il termine medicina ha un significato un poco più restrittivo nella nostra cultura perché intende la scienza che ha per oggetto lo studio delle malattie, la loro cura e la loro prevenzione.

 Ogni aspetto del comportamento umano può generare un disagio, un disturbo, una malattia. Il trattamento sintomatico, qualunque sia la sostanza utilizzata, può produrre una cronicità se la cura non prevede lo studio e la soluzione delle origini emotive della malattia. E’ indubbio che i sensi siano cinque e l’origine della malattia risieda nella gamma di espressioni di uno dei cinque sensi.

Il numero cinque nella numerologia esoterica rappresenta la molteplicità, il cambiamento, la mutevolezza e l’esplorazione a livello fisico e mentale. Certamente è una pura coincidenza il fatto che noi si disponga di cinque sensi!

 In ogni tradizione che ricerca la guarigione, laddove si parla di costituzione ci troviamo di fronte allo studio della struttura, del funzionamento e della psiche dell’individuo.

Quando ben lette, tutte le costituzioni sono valide. E’ fondamentale dotarsi di strumenti di comprovata validità e la costituzione umana nella sua espressione ha certamente superata la prova del tempo. Ogni teoria acquisisce valore quando applicata obiettivamente e ritengo che proprio in base alla sua costituzione, il naturopata opererà una scelta della scuola assonante.

Le teorie che ci hanno preceduto non possono essere considerate superate e devono essere considerate quale elemento di partenza per ulteriore evoluzione.

Lo studio del quadro costituzionale consente inoltre al naturopata di utilizzare elementi chiave che permettono la riflessione e la consapevolezza dell’assistito in relazione alle cause che hanno generato la sua malattia. Anche il counselling applicato secondo i concetti di olismo, entra obbligatoriamente nel quadro naturopatico per la guarigione della malattia e il superamento delle cause che l’hanno generata.

Riprendiamo per un momento la costituzione della tradizione ayurvedica.

Sono questi tre elementi della vita del pianeta:

  • l’aria, il movimento;
  • il fuoco, la trasformazione;
  • l’acqua, la stasi.

La proiezione di questi elementi sul corpo umano porta il movimento nell’area addominale, la trasformazione nell’area gastrica e diaframmatica, e la stasi dalle clavicole all’apice del cranio. Le gambe hanno la prerogativa del movimento, le braccia la capacità di trattenere, la colonna vertebrale parla di emozioni, sentimenti, azione.

Questa suddivisione appena accennata, vuole essere solo una introduzione a un argomento che non può essere qui trattato.

Nello studio di un individuo sano così come di quello malato, nessun elemento può essere considerato assoluto e conclusivo. La scienza ha condotto a questa illusione che non può essere comprovata.

Le grandi conquiste della scienza hanno modificato le morbosità che affliggevano il genere umano senza annullarle. La risoluzione della patologia sembra avere carattere temporaneo perché la scomparsa del sintomo spesso produce una cronicità consequenziale o altrimenti delle nuove malattie.

Nei trattati di medicina non sembra ci sia spazio per indagare sulla energia, terzo elemento della triade corpo, mente e energia. Vorrei utilizzare il termine energia invece di spirito che potrebbe generare une errata interpretazione essendo spesso collegato a un credo o una religione.

Abbiamo evidenza di questa energia. A volte la ricerca per dimostrare l’esistenza di quanto ricercato, ci spinge oltre i limiti del dimostrabile. Ma l’intuizione è spesso condannata perché l’incognita sfugge al controllo.

Quando io domando ai miei assistiti ‘chi sono’?, la risposta più immediata è il proprio nome, la professione e poi sopraggiunge in loro l’interrogativo su ciò che vorrebbero essere…

E quando dico loro che essi sono corpo, mente, energia, mi guardano sorpresi e al contempo compiaciuti!

Il triplice aspetto dell’essere: corpo, materia; mente, emozioni; energia, vibrazione,sfugge alla considerazione del quotidiano fino a quando la malattia conduce l’individuo alla scoperta di se stesso.

Per collegare la triade corpo, mente, energia esiste un mezzo prioritario: la respirazione.

Il respiro è fonte e simbolo di vita, è un mezzo di concentrazione, precede la contemplazione, premessa insormontabile alla meditazione di cui tanto oggi si parla anche nell’ambito scientifico.

La respirazione, la contemplazione, la meditazione che possono essere intesi quali elementi della medicina del futuro, non escludono la validità di ogni altro approccio terapeutico. Vari sono i tessuti che compongono il nostro corpo e quando arriviamo al corpo energetico possiamo lavorare solo con un suo simile. Prendiamo come esempio la metodica chiamata ‘balayage des yeux’. Questo approccio oggi collocato nella scienza ufficiale, origina nell’antica tradizione yogica. Con tecnica appropriata l’individuo attiva attraverso il movimento degli occhi una scannerizzazione dei tempi ed emozioni della propria vita con esiti molto interessanti.

La Naturopatia dovrebbe far suo il messaggio dei fratelli Indiani d’America che parlano della medicina quale ‘potere guaritore acquisito dalla conoscenza dei segreti della natura’.

Dovrebbe utilizzare quegli elementi presenti nella natura fisica e psichica dell’individuo per curare e guarire. Possiamo ben dire che ogni processo guaritore si realizza grazie alla comprensione e all’utilizzo da parte del malato del mezzo di comunicazione che collega corpo, mente e energia, triade inalienabile, espressione dell’essere e del divenire del microcosmo e del macrocosmo.

 A Ippocrate facciamo riferimento quando parliamo di medicina.

 Vorrei ricordare che nell’antica Grecia, il tempo aveva tre collocazioni e tre sono gli elementi che compongono l’individuo che a sua volta deve essere collocato nel tempo:

  • aion, l’eternità;
  • kronos, il tempo nella dimensione passato e futuro;
  • kairos, il tempo in movimento.

Il filosofo Henri Louis Bergson vede in kronos il tempo della scienza, in kairos il tempo della vita. La scienza schematizza i dati per analizzarli e la vita chiede che questi coincidano con la coscienza. Solo la coscienza dell’individuo determina il valore della scienza.

Vorrei in fine ricordare che le interessanti scoperte delle scienze naturopatiche moderne erano già note ai nostri predecessori indiani e cinesi. Noi abbiamo il diritto di riscoprire tutto ciò che fu scoperto e porlo i modo diverso alla moderna conoscenza ma abbiamo il dovere di rispettare e usare appropriatamente quanto ci dona la cultura antica.

Lucia Tommasini

Conferenza tenuta presso: ICNM 3rd International Congress on Naturopathic Medicine. Barcelona, Spain, July 1-3  2016. 

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